In punto alla mezzanotte

Il primo CD del gruppo si intitola "In punto alla mezzanotte"e contiene 15 brani. È stato registrato in presa diretta nel gennaio del 1994 nel Teatro Comunale di Tione (Trento).
La foto di copertina, risalente al 1933, ritrae alcuni componenti del gruppo musicale del paese di Montagne (Tione - Val Giudicarie): Delio Giovannella (violino), Prudente Simoni (fisarmonica), Renato Simoni (chitarra) e il piccolo Sergio Apolloni.   

Le canzoni e i brani strumentali del CD

La dragona / La bella riosa (trad.)
Pastorella di Martina (A. Franchini)
Le donne belle (trad.)
La cestazanà saltarello / Ballo del gallo (trad.)
Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
In punto alla mezzanotte (A. Franchini / trad.)
Paris di Daone / Paris di Roncone / Scotis bergamasca (trad.)
Bal frances / Moleta (trad.)
La vien giù dalle montagne (trad.)
Pandora (M. Failoni)
Grileto e la formicola (trad.)
La Pallacina / Sua compagna (trad.)
La Vienna corentina (trad.)
Dormi mia bella dormi (M. Failoni / trad.)
Manfrina La e Mi / Spasacamì (trad.)

1. La dragona ( 270K) / La bella riosa
Si tratta della rielaborazione di due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner», una delle prime ricerche sulla musica popolare di tradizione orale realizzate in Europa agli inizi del XIX secolo. All'interno di questa vastissima ed eterogenea collezione, figurano delle trascrizioni di musiche popolari provenienti dal Trentino che il musicologo Antonio Carlini hafranco1.jpeg (19244 byte) ritrovato a Vienna presso l'Archivio della Società Amici della Musica (Gesellschaft der Musikfreunde). I due brani fanno parte del fascicolo XXI, che contiene ventun balli, probabilmente per violino.

2. Pastorella di Martina
È una composizione per piva di Alessandro Franchini, ispirata e dedicata alla nascita della figlia Martina. La «pastorella» è una melodia caratteristica che veniva suonata in occasione delle festività religiose di Natale e di Pasqua: anche nella Pianura Padana e nelle valli alpine lo strumento con cui veniva di preferenza eseguita era la piva (la cornamusa del Nord Italia).

3. Le donne belle ( 280K)
Appartiene al filone delle canzoni «profane» che troviamo in tutte le tradizioni popolari, accanto alle composizioni di matrice sacra e religiosa; in particolare tocca il tema dei rapporti tra trasgressione e religione, che tanto interesse ha suscitato nelle società rurali. «Le donne belle» viene tuttora cantata in Val Giudicarie: la versione incisa sul CD è un adattamento di quella che il gruppo ha ascoltato da un gruppo di anziani di Tione.

4. La cestazanà saltarello / Ballo del gallo
Altre due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner»; particolarmente misterioso il titolo del primo brano mentre il secondo propone un riferimento agli animali che è consueto nei repertori tradizionali. Nel materiale ritrovato a Vienna non vi sono molti elementi che consentano di conoscere in maniera approfondita quale fosse la vita musicale nelle valli trentine. Le musiche raccolte nel 1819 nel circondario di Trento dal Capitano di Trento, barone Luigi de' Ceschi, sono da ritenere pertanto non pienamente rappresentative dei repertori popolari in voga in quel periodo.

5. Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
Apre questa suite una composizione di Maurizio Failoni, modulata sugli stilemi barocchi, cui seguono altri due brani tratti dal manoscritto di musiche trentine ritrovato a Vienna. Il «Ballo il Palazo delle Albore», a conferma dell'origine trentina della raccolta, fa riferimento ad un edificio storico della città di Trento, residenza del principe vescovo Cristoforo Madruzzo ed ora sede del Museo d'arte moderna.

6. In punto alla mezzanotte ( 298K)
Il testo di questa ballata è tratto dalla raccolta «Canti popolari a Bondo e Breguzzo», realizzata nel 1984 da Alberto Mognaschi per conto del Gruppo culturale di Bondo e Breguzzo (due comuni delle Giudicarie). La musica è stata invece composta da Alessandro Franchini. La vicenda narra le pene di una giovane donna data in sposa ad un uomo molto più anziano di lei, un tema ricorrente in tantissime altre ballate non solo italiane.

 7. Paris di Daone ( 246K) / Paris di Roncone / Scottish bergamasca
La paris è una forma di danza particolarmente conosciuta e ballata in Trentino fino a poco tempo fa: oggi ne troviamo traccia per lo più nei repertori dei gruppi folcloristici . Appartiene alla famiglia delle scottish, un ballo diffuso in tutta Europa e denominato in Italia alternativamente scotìs, sotìs, pairis o paris, a seconda dell'area di provenienza. Le prime due sono state raccolte in Val Giudicarie, nei paesi di Daone (da Marco Bepeto, un suonatore di fisarmonica) e di Roncone (grazie all'insegnante Irene Rizzonelli); la Scottish bergamasca viene invece dal repertorio di Valter Biella e della Bandalpina.

8. Bal frances / Moleta
Due «classici» del repertorio dei balli del Carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro, due piccoli comuni lombardi a ridosso del territorio trentino. È uno dei primi brani con cui il gruppo si è avvicinato alla musica tradizionale del Nord Italia.

9. La vien giù dalle montagne
Canto tradizionale trentino tra i più conosciuti ed eseguiti dai cori di montagna. La parte vocale è qui supportata in maniera decisiva da un ricco arrangiamento strumentale, che conferisce al brano un sapore del tutto inconsueto.

10. Pandora
Pezzo strumentale composto da Maurizio Failoni. Il titolo fa riferimento ad uno strumento rinascimentale della famiglia delle chitarre.

11. Grileto e la formicola ( 293K)
Nonostante il tema drammatico e grottesco, questo brano è di solito considerato un canto per bambini. La versione degli Abies Alba è stata arrangiata ascoltando quella di Franco Pellegrini, suonatore di organetto di Palù di Giovo ed «anima» dell'orchestrina del Gruppo folcloristico cembrano. Se ne trovano esempi in altri dialetti, come documentato anche dalla raccolta di Costantino Nigra «I canti popolari del Piemonte» che risale al secolo scorso.

12. La pallacina / Sua compagna
Ancora due danze dalla «Raccolta Sonnleithner», di cui non si hanno indicazioni sul significato del titolo.

13 La Vienna corentina
Una possibile interpretazione del titolo di questo brano, fa risalire il termine «corentina» alla «corrente», forma musicale del repertorio colto settecentesco. Anche questa danza fa parte della già citata «Raccolta Sonnleithner».

 14. Dormi mia bella dormi
Si tratta di una ninna nanna che il gruppo ha appreso nella versione tradizionale da Guido Casagranda (detto «Brugna»), un suonatore di organetto diatonico di Torcegno, in Valsugana. Sul testo tradizionale Maurizio Failoni ha composto una melodia originale.

15. Manfrina La e Mi / Spasacamì
Entrambi i pezzi appartengono al repertorio violinistico di Bagolino e Ponte Caffaro. Nonostante le versioni degli Abies Alba non siano fedeli all'esecuzione tramandata fino ad oggi dai «Sonadùr» del Carnevale, i due brani restituiscono con grande freschezza l'allegria, il ritmo e l'energia che contraddistinguono questa musica.

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Pagina aggiornata al mese di ottobre 2000.