Oggi non si lavora |

Musiche e canti dal Trentino.
Così come le opere pittoriche di Carlo Sartori, anche questo disco - il terzo di Abies Alba, dopo In punto alla mezzanotte (1994) e Nel Paese di Armonia (1997) - ci riporta alla civiltà contadina ed artigiana e ad un modo di vivere che ha sempre trovato nella musica e nella danza le occasioni principali per alleviare le difficoltà e la durezza del quotidiano. "Oggi non si lavora" va quindi inteso come un ironico invito ad esorcizzare la fatica, una modalità propria del mondo popolare di permeare il presente con uno spirito scanzonato, beffardo e talora irriverente, come solo con la musica e il canto è possibile fare.
Questo disco è dedicato a tutte le persone che, scavando nei loro ricordi, ci hanno insegnato canzoni e melodie da ballo della tradizione musicale trentina ed in particolare ad Ervino Moscon (1920-1999), l'unico suonatore anziano con il quale ci siamo esibiti in concerto in una splendida serata dell'agosto 1999 a Borgo Valsugana.
Le canzoni e i brani strumentali del CD
Smolfrina-Quadriglia di Cababi
(trad.)
La sgarzottina
(trad.)
Mazurca di Umberto
(trad.)
Vilote
(trad.-D. Marusic-R. Tombesi)
Bal fascian
(trad.)
San Vigili
(M. Odorizzi-C. Nani)
Le Campanelle
(trad.-N. Odorizzi)
Se la vedessi
(trad.)
Pairisiola-Sottì-Pàris tesina
(N. Odorizzi-trad.-trad.)
Lunedì dei parrucchieri
(trad.)
Mazurca in sol
(trad.)
Zigeiner marsch-L'ira di Dio
(trad.)
1. Smolfrina
- Quadriglia di Cababi
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Il nome di questa danza sembra derivare dal termine dialettale "smolfrir"
cioè capirsi al volo. Le modalità esecutive del ballo sembrerebbero confermare questa
ipotesi: tra i ballerini infatti c'è un continuo scambio di sorrisi, di occhiate furtive
e di mesaggi d'amore, che la gente intorno non deve cogliere. La
"Smolfrina" è la quadriglia con la quale il gruppo Folk di Castello Tesino
(Trento) apre i suoi spettacoli di ballo tradizionale. Nel 1998, Abies Alba e il Gruppo
Folk di Castello Tesino hanno realizzato assieme uno spettacolo, intitolato "Taca a
sonar che balem la parìs". È stato in quella occasione che gli Abies Alba hanno
imparato la "Smolfrina" rintracciando nella sua struttura una perfetta analogia
con un brano intitolato "Cuadrilla" - suonato dalle comunità di Indiani
americani che vivono nel deserto dell'Arizona: dopo aver appreso dai missionari spagnoli a
suonare e a costruire violini, i Tohono O'odham (popolo del deserto), attraverso il
contatto con i pionieri che transitavano per quella zona, hanno imparato un vasto
repertorio di melodie da ballo (polche, mazurche, scottish), custodito e tramandato nel
corso degli anni. Cababi è una località del deserto dell'Arizona.
2. La
Sgarzottina
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Quello degli incontri anorosi fra giovani donzelle e uomini che indossano il saio o
la tonaca è un tema ricorrente nelle canzoni popolari. "La Sgarzottina"
appartiene a questo tipo di repertorio e la versione qui proposta, riproduce fedelmente
nella struttra e nella melodia, il canto ascoltato da un ghruppo di donne di Praso (Val
Giudicarie - Trentino), nel corso di una registrazione effettuata con Renato Morelli nel
1994.
3.
Mazurca di Umberto
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Il titolo è un omaggio ad Umberto Mattalia (nato nel 1908). Insegnante,
giornalista, storico, figura di spicco nella vita culturale di Caldonazzo (Trento), fu
negli Anni 60 un accanito oppositore delle speculazioni edilizie intorno al lago di
Caldonazzo. Nella musica si è distinto come violinista di buona tecnica, componente fin
dall'età di 16 anni di un'orchestrina caldonazzese che si sarebbe costituita poi nel 1930
come gruppo "La bisca". È stato Mattalìa a far ascoltare al gruppo questa
mazurca, che lui suonava in gioventù, qui riarrangiata con l'introduzione anche di
strumenti inconsueti per la tradizione musicale trentina, come l'ocarina.
4. Vilote
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Il brano "Vilote" è tratto dal repertorio dello spettacolo "Adio
Leon!" (1996-97), un progetto di Roberto Tombesi ispirato alla presenza culturale di
Venezia nei territori del Triveneto e dell'Istria, cui hanno partecipato alcuni componenti
di Abies Alba insieme a musicisti dei gruppi Calicanto (Veneto) e La sedon salvadie
(Friuli). La musica è una tipica melodia vilotistica istriana, mantre il testo (ogni
strofa viene denominata "vilota") proviene da due precise fonti (Jacopo Vincenzo
Foscarini detto "el barcariol" - Il fiore della lirica veneziana a cura di
Manlio Dazi).
5.
Bal fascian
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Si tratta di una melodia da danza in 6/8 riportata in un manoscritto della
Volksliedsammlung Gatner, conservata presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck. Veniva
eseguita, come un refrain tra una strofa cantata e l'altra, all'interno del "ciantér
la bona sera ai sposc" (canto della buona sera agli sposi), una tradizione musicale
fassana.
6. San
Vigili
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San Vigilio (26 giugno) è il patrono della città di Trento. Riprendendo un'usanza
che si era affievolita nel tempo, da una quindicina d'anni la ricorrenza viene nuovamente
festeggiata in pompa magna con una serie di manifestazioni che rievocano le tradizioni
medievali e rinascimentali della città ai tempi del Concilio di TRento (XVI sec.). Una
singolare testimonianza di come in passato si celebrava la festa di San Vigilio, è
rappresentata da una poesia in dialetto trentino, scritta nel 1902 da Carlo Nani. Con un
uso scanzonato e canzonatorio del linguaggio popolare, il poeta descrive con grande
efficacia gli umori del variopinto mondo umano che affollava la città e la meravigliorsa
atmosfera - da magica babilonia - che si respirava a Trento in occasione della grande
festa: allora - come adesso - il momento culminante era il grande spettacolo pirotecnico
della sera. La musica del brano è stata composta da Mauro Odorizzi e arrangiata dal
Gruppo Abies Alba.
7. Le
campanelle
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A Borgo Valsugana si svolge ogni anno il "Palio dela Brenta", una disfida
nella quale si affrontano i "Semoloti", che rappresentano la componente
"popolana" degli abitanti della cittadina, ed i "Farinoti", la fazione
"nobile". Fra le gare previste dal Palio vi è anche una prova musicale, che
viene sostenuta dai "gruppi musicanti" delle due fazioni. La melodia iniziale
del brano "Le campanelle" - una mazurca in tre parti - è un motivo popolare per
mandolino eseguito dai "Semoloti": le variazioni che seguono sono state invece
composte da Nicola Odorizzi. Il gruppo dei "Semoloti musicanti", guidati
dall'organetto di Guido Casagrande, è composto fra l'altro da Enzo Ventura (mandolino) e
da alcuni cantanti del coro Valsella di Borgo Valsugana.
8.
Se la vedessi
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Destino delle belle donne è far innamorare di sé tutti quelli che le guardano:
non sfugge a questa "tradizione" la protagonista di questa canzone, tratta dal
repertorio dei "Semoloti" di Borgo Valsugana (vedi nota al brano precedente). La
canzone si presta all'inserimento di strofe estemporanee ed improvvisate, come l'ultima
della versione qui proposta, aggiunta dagli Abies Alba. Dello stesso brano sono note altre
versioni diffuse in tutta Italia.
9. Pairisiola - Sottì - Parìs tesina
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La paris (o "pairis" o anche "scottish") è una danza che ha
origine in un'epoca precedente all'avvento dei balli di fine Ottocento, come valzer,
polche e mazurche, che ancora oggi rappresentano le forme principali del repertorio del
ballo liscio. Oggi la paris sopravvive nella memoria di alcuni anziani e nei repertori dei
gruppi folcloristici. In questo set vengono proposte tre diverse paris: la prima è una
composizione di Nicola Odorizzi, seguita da un brano raccolto da Modesto Brian in
provincia di Vicenza, dove la "scottish" viene curiosamente denominata al
plurale, i "sòtti", termine che nel dialetto locale significa "gli
zoppi". Chiude la medley la "Paris tesina", che fa parte del repertorio del
gruppo Folk di Castello Tesino.
10.
Lunedì dei parrucchieri
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Guido Casagrande, detto "Brugna", nato nel 1919, che come fabbro
meccanico ha lavorato in cantieri stradali ed idroelettrici, è un suonatore di organetto
diatonico di Torcegno (Valsugana - Trentino), componente del gruppo dei
"Semoloti" di Borgo Valsugana, una vera "miniera" di canzoni e musiche
da ballo. È stato lui a far conoscere al gruppo questo brano di impronta sindacale, che
risale a qualche decennio fa, "nato" nelle fabbriche del Nord Ovest italiano e
conosciuto anche in Trentino.
11.
Mazurca in sol
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Ancora un brano del repertorio popolare dei Ladini della Val di FAssa: come per il
"Bal fascian", la fonte è l'opera in due volumi "Musica e canto popolare
in Val di Fassa", edita dall'Istitut Cultural Ladin di Vich (Vigo di Fassa).
12.
Zigeiner marsch - L'ira di Dio
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La fonte del primo brano è Bruno Lazzeri (1919-1993) di Capriana in Val di Fiemme
(Trentino), che lo avrebbe composto quando era internato durante la seconda guerra
mondiale. Artigiano del legno ed autentico suonatore tradizionale di violino, Bruno
Lazzeri era componente del gruppo musicale "Streich", che si esibiva durante il
tradizionale carnevale di Grauno (Val di Cembra). Il secondo motivo è la versione
trentina di un brano diffuso con piccole varianti in tutto il Nord Italia, che gli Abies
Alba hanno imparato da Ervino Moscon (1920-1999), di professione sarto, appassionato ed
instancabile mandolinista e violinista.
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Pagina aggiornata
al mese di maggio 2001.