Nel Paese di Armonia

Nel paese di armonia” è un cofanetto con due cassette ed un libretto, dedicato ai ragazzi delle scuole materne e dell’obbligo, realizzato dagli Abies Alba con l’intento sia di favorire un approccio coinvolgente all’educazione musicale, sia di proporre uno strumento che offra lo spunto per cantare, giocare, suonare e divertirsi assieme. Sono dieci le canzoni incise sulla prima delle due cassette del cofanetto; la seconda contiene invece le soli basi musicali, sulle quali i ragazzi possono cantare o suonare alcuni semplici strumenti: il libretto illustrato di 32 pagine contiene infatti i testi di tutte le canzoni, le trascrizioni musicali, gli accordi per chitarra, gli accompagnamenti con strumentario Orff.

Nella registrazione dei brani, così come nell’attività concertistica, didattica e di animazione, il Gruppo di musica tradizionale “Abies alba” ha utilizzato una strumentazione di base che si avvicina a quella delle orchestrine paesane, composta da organetto diatonico, violino, flauto dolce, bassetto, mandolino e chitarra a cui si aggiungono altri strumenti popolari come la piva, le ocarine, delle piccole percussioni e alcuni strumenti moderni come clarinetto, flauto traverso, ottavino e basso elettrico. Pur non essendo in alcun modo una registrazione di musica tradizionale, l’utilizzo di strumenti acustici tipici del repertorio popolare consente di portare l’ascoltatore in una dimensione sonora quasi completamente sconosciuta alle giovani generazioni.

Le canzoni contenute sono rivolte in particolare ai ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo e – nelle intenzioni degli Abies alba – possono essere utilizzate come un contributo originale all’educazione musicale. Nelle note introduttive del libretto si sottolinea come fare educazione musicale nella scuola dell’obbligo significhi principalmente promuovere l’interesse e la voglia di partecipazione degli alunni all’esperienza della musica intesa come comunicazione ed espressione e come i vari percorsi didattici, che vengono proposti ai docenti, concordino sulla necessità di partire dall’esperienza diretta, interiore, emozionale per passare solo successivamente all’alfabetizzazione.

Spesso però mancano agli insegnanti modelli operativi concreti e soprattutto materiale didattico di facile utilizzo. Il canto e l’improvvisazione sono senza dubbio attività in grado di catturare facilmente l’attenzione degli alunni prima di addentrarsi nella notazione musicale: “questo lavoro – sostengono gli Abies alba nelle note di presentazione – crediamo possa rappresentare uno strumento didattico utile per sviluppare questo approccio alla musica con i più giovani”.

I Concerti

ANNO 1995

 

sabato

24

aprile

Romagnano-Mattarello (matrimonio)

domenica

14

maggio

Calliano (cantine Vallis Agri)

venerdì

19 maggio Vigodarzere PD (Festival Concertosa)

venerdì

2

giugno

Cles

domenica

11

giugno

Stams

sabato

17

giugno

Vela – Maso Finis Terrae (Matrimonio)

giovedì

29 giugno Trento, p.zza Fiera (50° ACLI)

sabato

1 luglio Tione – Villa Luti (Matrimonio)

venerdì

21 luglio Garniga TN

sabato

5

agosto

Rango – Fiavè

lunedì

7 agosto Trento P.za Italia

martedì

8 agosto Condino

giovedì

10 agosto Cunevo

sabato

12 agosto Castelbianco – Savona

mercoledì

16 agosto Bled – Slovenia

venerdì

15

settembre

Cadine

domenica

17 settembre Castel Tirolo – Merano

domenica

29 ottobre Praso – festa della castagna

domenica

24 dicembre Cadine – musiche del Natale

I Concerti

 

Alpen Folk Orchestra

Musica tradizionale delle Alpi e Prealpi centro-orientali

Si tratta di una produzione esclusiva di ARTE SELLA che riunisce per la prima volta oltre 20 musicisti lombardi, ticinesi, trentini, veneti e sloveni, in una grande Folk-Orchestra dove suonano cornamuse, organetti diatonici, chitarre, bassetti, percussioni, violini, ocarine, flauti e molte altre sorprese. Una grande energia di festa e di suoni inusuali che mette in evidenza lo spirito autentico della musica popolare con i canti e le danze antiche delle valli alpine e perché no un po’ di spirito gogliardico e scanzonato per chiudere come si conviene la giornata inauguarale di ARTE SELLA.

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Arte Sella 1998

Arte Sella 1998 Arte Sella 1998

Dai uno sguardo (qui sotto) alle immagini di Arte Sella 1999:

Arte Sella 1999 Arte Sella 1999 Arte Sella 1999 Arte Sella 1999

Visita la pagina della Grande Orchestra delle Alpi

In punto alla mezzanotte

Il primo CD del gruppo si intitola “In punto alla mezzanotte”e contiene 15 brani. È stato registrato in presa diretta nel gennaio del 1994 nel Teatro Comunale di Tione (Trento).
La foto di copertina, risalente al 1933, ritrae alcuni componenti del gruppo musicale del paese di Montagne (Tione – Val Giudicarie): Delio Giovannella (violino), Prudente Simoni (fisarmonica), Renato Simoni (chitarra) e il piccolo Sergio Apolloni.

Le canzoni e i brani strumentali del CD

La dragona / La bella riosa (trad.)
Pastorella di Martina (A. Franchini)
Le donne belle (trad.)
La cestazanà saltarello / Ballo del gallo (trad.)
Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
In punto alla mezzanotte (A. Franchini / trad.)
Paris di Daone / Paris di Roncone / Scotis bergamasca (trad.)
Bal frances / Moleta (trad.)
La vien giù dalle montagne (trad.)
Pandora (M. Failoni)
Grileto e la formicola (trad.)
La Pallacina / Sua compagna (trad.)
La Vienna corentina (trad.)
Dormi mia bella dormi (M. Failoni / trad.)
Manfrina La e Mi / Spasacamì (trad.)

1. La dragona ( 270K) / La bella riosa
Si tratta della rielaborazione di due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner», una delle prime ricerche sulla musica popolare di tradizione orale realizzate in Europa agli inizi del XIX secolo. All’interno di questa vastissima ed eterogenea collezione, figurano delle trascrizioni di musiche popolari provenienti dal Trentino che il musicologo Antonio Carlini hafranco1.jpeg (19244 byte) ritrovato a Vienna presso l’Archivio della Società Amici della Musica (Gesellschaft der Musikfreunde). I due brani fanno parte del fascicolo XXI, che contiene ventun balli, probabilmente per violino.

2. Pastorella di Martina
È una composizione per piva di Alessandro Franchini, ispirata e dedicata alla nascita della figlia Martina. La «pastorella» è una melodia caratteristica che veniva suonata in occasione delle festività religiose di Natale e di Pasqua: anche nella Pianura Padana e nelle valli alpine lo strumento con cui veniva di preferenza eseguita era la piva (la cornamusa del Nord Italia).

3. Le donne belle ( 280K)
Appartiene al filone delle canzoni «profane» che troviamo in tutte le tradizioni popolari, accanto alle composizioni di matrice sacra e religiosa; in particolare tocca il tema dei rapporti tra trasgressione e religione, che tanto interesse ha suscitato nelle società rurali. «Le donne belle» viene tuttora cantata in Val Giudicarie: la versione incisa sul CD è un adattamento di quella che il gruppo ha ascoltato da un gruppo di anziani di Tione.

4. La cestazanà saltarello / Ballo del gallo
Altre due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner»; particolarmente misterioso il titolo del primo brano mentre il secondo propone un riferimento agli animali che è consueto nei repertori tradizionali. Nel materiale ritrovato a Vienna non vi sono molti elementi che consentano di conoscere in maniera approfondita quale fosse la vita musicale nelle valli trentine. Le musiche raccolte nel 1819 nel circondario di Trento dal Capitano di Trento, barone Luigi de’ Ceschi, sono da ritenere pertanto non pienamente rappresentative dei repertori popolari in voga in quel periodo.

5. Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
Apre questa suite una composizione di Maurizio Failoni, modulata sugli stilemi barocchi, cui seguono altri due brani tratti dal manoscritto di musiche trentine ritrovato a Vienna. Il «Ballo il Palazo delle Albore», a conferma dell’origine trentina della raccolta, fa riferimento ad un edificio storico della città di Trento, residenza del principe vescovo Cristoforo Madruzzo ed ora sede del Museo d’arte moderna.

6. In punto alla mezzanotte ( 298K)
Il testo di questa ballata è tratto dalla raccolta «Canti popolari a Bondo e Breguzzo», realizzata nel 1984 da Alberto Mognaschi per conto del Gruppo culturale di Bondo e Breguzzo (due comuni delle Giudicarie). La musica è stata invece composta da Alessandro Franchini. La vicenda narra le pene di una giovane donna data in sposa ad un uomo molto più anziano di lei, un tema ricorrente in tantissime altre ballate non solo italiane.

7. Paris di Daone ( 246K) / Paris di Roncone / Scottish bergamasca
La paris è una forma di danza particolarmente conosciuta e ballata in Trentino fino a poco tempo fa: oggi ne troviamo traccia per lo più nei repertori dei gruppi folcloristici . Appartiene alla famiglia delle scottish, un ballo diffuso in tutta Europa e denominato in Italia alternativamente scotìs, sotìs, pairis o paris, a seconda dell’area di provenienza. Le prime due sono state raccolte in Val Giudicarie, nei paesi di Daone (da Marco Bepeto, un suonatore di fisarmonica) e di Roncone (grazie all’insegnante Irene Rizzonelli); la Scottish bergamasca viene invece dal repertorio di Valter Biella e della Bandalpina.

8. Bal frances / Moleta
Due «classici» del repertorio dei balli del Carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro, due piccoli comuni lombardi a ridosso del territorio trentino. È uno dei primi brani con cui il gruppo si è avvicinato alla musica tradizionale del Nord Italia.

9. La vien giù dalle montagne
Canto tradizionale trentino tra i più conosciuti ed eseguiti dai cori di montagna. La parte vocale è qui supportata in maniera decisiva da un ricco arrangiamento strumentale, che conferisce al brano un sapore del tutto inconsueto.

10. Pandora
Pezzo strumentale composto da Maurizio Failoni. Il titolo fa riferimento ad uno strumento rinascimentale della famiglia delle chitarre.

11. Grileto e la formicola ( 293K)
Nonostante il tema drammatico e grottesco, questo brano è di solito considerato un canto per bambini. La versione degli Abies Alba è stata arrangiata ascoltando quella di Franco Pellegrini, suonatore di organetto di Palù di Giovo ed «anima» dell’orchestrina del Gruppo folcloristico cembrano. Se ne trovano esempi in altri dialetti, come documentato anche dalla raccolta di Costantino Nigra «I canti popolari del Piemonte» che risale al secolo scorso.

12. La pallacina / Sua compagna
Ancora due danze dalla «Raccolta Sonnleithner», di cui non si hanno indicazioni sul significato del titolo.

13 La Vienna corentina
Una possibile interpretazione del titolo di questo brano, fa risalire il termine «corentina» alla «corrente», forma musicale del repertorio colto settecentesco. Anche questa danza fa parte della già citata «Raccolta Sonnleithner».

14. Dormi mia bella dormi
Si tratta di una ninna nanna che il gruppo ha appreso nella versione tradizionale da Guido Casagranda (detto «Brugna»), un suonatore di organetto diatonico di Torcegno, in Valsugana. Sul testo tradizionale Maurizio Failoni ha composto una melodia originale.

15. Manfrina La e Mi / Spasacamì
Entrambi i pezzi appartengono al repertorio violinistico di Bagolino e Ponte Caffaro. Nonostante le versioni degli Abies Alba non siano fedeli all’esecuzione tramandata fino ad oggi dai «Sonadùr» del Carnevale, i due brani restituiscono con grande freschezza l’allegria, il ritmo e l’energia che contraddistinguono questa musica.

LABORATORI di musica popolare

Storia e finalità dei Laboratori

I Laboratori di musica popolare nascono cinque anni fa nell’ambito del festival “Itinerari folk”, come iniziativa di formazione alla musica incentrata sugli strumenti e i repertori popolari/tradizionali. Si rivolgono a persone di ogni età che desiderano avvicinarsi o riavvicinarsi alla pratica strumentale in un modo semplice, non teorico, basato prevalentemente sull’ascolto e l’imitazione e con l’obiettivo principale di divertirsi con la musica. Nello stesso tempo i laboratori sono una delle poche opportunità a livello provinciale per chi voglia seriamente approfondire lo studio di strumenti e musiche etniche e tradizionali. L’idea si è concretizzata attraverso la collaborazione dei vari musicisti che negli ultimi anni, in Trentino, si sono dedicati alla musica tradizionale promuovendo la costituzione di gruppi e iniziative in questo ambito.

All’interno dei Laboratori viene dedicato ampio spazio anche alla dimensione della musica d’insieme che si esprime ai primi di luglio, all’interno di “Itinerari folk”, in una esibizione di tutti gli allievi accompagnati dai docenti e da altri musicisti ospiti. L’ensemble, chiamato ironicamente “Orchestra dei miracoli”, ben rappresenta lo spirito e l’entusiasmo che deve attraversare questi laboratori, estesi ultimamente anche alla pratica della danza popolare che si è diffusa in provincia per merito di diverse associazioni.

LABORATORI di musica popolare

Proposte 2006

Per questa edizione, viste le ampie richieste, si riparte in anticipo rispetto al passato ed infatti, già dal mese di ottobre 2005 gli allievi di organetto diatonico hanno iniziato i laboratori distribuendosi su 3 livelli in funzione delle abilità individuali.

Per quanto riguarda il corso BASE-principianti sono ancora disponibili alcuni posti a partire dal mese di gennaio quando si riapriranno le iscrizioni. Gli incontri saranno quindicinali e mensili per il gruppo più evoluto. Nel mese di giugno, in preparazione dell’esibizione con l’orchestra dei miracoli, prevediamo di trovarci invece tutte le settimane.

Nel mese di novembre si è già tenuto il primo stage di cornamusa sotto la guida di Walter Biella.

Da gennaio 2006 oltre alla prosecuzione del corso di organetto diatonico riprenderanno le lezioni di mandolino verranno anche attivati altri stage o corsi brevi sulla base delle richieste specifiche e del numero di adesioni.

Catalogo dei corsi
ORGANETTO DIATONICO: 
Nicola Odorizzi
MANDOLINO: 
Sandro Boni

S
tage e corsi brevi o periodici
CORNAMUSA (baghèt): Valter Biella
CHITARRA: da definire
GHIRONDA: 
da definire

Modalità organizzative

Le lezioni dei corsi e degli stage si terranno presso le sale della Circoscrizione:

– centro civico di Romagnano, via Sette Fontane, 1;
– sede circoscrizione di Ravina, via val Gola, 1;

Tutta l’attività si svolgerà da ottobre 2005 a giugno 2006.
I corsi principali sono organizzati con lezioni settimanali o quindicinali che si terranno nelle giornate di lunedì o martedì, nella fascia oraria serale.
L’inizio dei corsi principali è fissato per il 17 gennaio 2006.
Il corso breve di Baghét si svolgerà nel mese di novembre.
Potranno essere attivati altri corsi in funzione delle richieste specifiche e del numero di iscritti.

LABORATORI di musica popolare

Per chi non dispone di uno strumento proprio, è possibile rivolgersi ai docenti per conoscere la possibilità di acquistare gli strumenti a condizioni favorevoli o di affittarli come nel caso della ghironda e dell’organetto.
Oltre alle lezioni individuali e per gruppi, i laboratori prevedono momenti di musica d’insieme finalizzati ad uno o più spettacoli di fine corso.

Costi
Per informazioni su quote di iscrizione relative al corso di organetto diatonico chiamare i contatti segnalati sotto.
Per i restanti corsi e stage i costi verranno stabiliti di volta in volta anche in relazione al numero di iscritti.
Per l’iscrizione ai corsi principali, da parte di allievi con meno di 18 anni, i laboratori offrono un incentivo particolarmente interessante: la riduzione del 50 % della quota di iscrizione.

Informazioni ed iscrizioni
entro il 17 gennaio 2005

Per le iscrizioni o per qualsiasi informazione relativa alle iniziative proposte dai Laboratori, potete contattarci tramite questo indirizzo e-mail:
gruppo@abiesalba.org

oppure potete chiamare i seguenti numeri:
Per iscriversi o comunicare esigenze e interessi particolari:
328.6686860 – Mauro
339.5620069  – Nicola

in collaborazione con
ITINERARI FOLK FESTIVAL

Abies alba

Semplicemente “Abies alba”, cioè “abete bianco”… un titolo per ribadire l’identità alpina del gruppo musicale. Scegliendo questo nome naturalistico si è voluto indicare un profondo legame con il territorio, con i valori dell’ambiente e di una cultura che, senza inutili nostalgie, guarda alle tradizioni e alla propria memoria per dare senso all’esperienza locale nell’epoca globale.

Un libretto per esplorare i fecondi rapporti tra il legno e la musica, l’arte, l’artigianato, illustrare i brani del disco e raccontare alcune delle nostre avventure.

Un secondo libretto dedicato interamente all’abete bianco, per imparare a conoscerlo e riconoscerlo quando passeggiamo nei boschi. Un CD di oltre 70 minuti che definisce un’ulteriore tappa – la terza dopo “In punto alla mezzanotte” nel 1994 e “Oggi non si lavora” nel 2000 – nel percorso iniziato circa quindici anni fa, che il gruppo ha sviluppato intorno alle musiche di matrice tradizionale del Trentino.

Un momento per fare il bilancio di un periodo ricco di iniziative e particolarmente significativo per le esperienze vissute e gli incontri avuti, ma anche per guardare avanti, nel progetto musicale, individuando altri obiettivi da perseguire.

Abies alba

L’auspicio è che questo nostro lavoro possa contribuire ad una maggiore diffusione di queste musiche, ingiustamente considerate un genere minore, fuori moda e fuori mercato. dicembre 2006

Questo disco è dedicato ad Aurora, a ricordo del suo entusiasmo e del suo attaccamento alle attività del gruppo.

Track List

1. La Dragona – Ballo la Vienna Corentina – La Pollacina
trad. arr. Abies alba – 6:00

2. Paris di Emilio – La bella inglesina
Emilio Leonardi, trad. arr. Abies alba – 4:21

3. Alphorn – Smolfrina – Bal fascian – Manfrina
trad. arr. Abies alba – 6:30

4. El pù bel nom – L’Ambasciatore
Pier Tomaso Scaramuzza – Casiroli – Arcangeli, arr. Abies alba – 6:11

5. Povero disertore – Gorizia – Bella ciao
trad. arr. Abies alba – 10:16

6. Limone Limonato
trad. arr. Abies alba – 3:53

7. Paris di Daone – Pairisiola – Sotì – Paris tesina
trad. arr. Abies alba – 6:17

8. La serva
trad. arr. Abies alba – 4:42

9. Valzer del sabo – Valsugana express
Nicola Odorizzi – 5:40

10. La Rosina innamorata
trad. arr. Abies alba – 4:46

11. Me compare Giacometo – Quatro ciodi de fero vecio – Paris polca – Saltini
trad. arr. Abies alba – 6:00

12. La Mèrica
trad. arr. Abies alba – 8:06

Gli altri concerti

Qui di seguito sono elencate alcune delle principali manifestazioni, in Italia e all’estero, alle quali il gruppo ha partecipato.

  • Folkermesse Casale Monferrato (AL) – 1991
  • Itinerari folk estate Trento – 1991/1994
  • Se in Trentino d’estate un castello Pieve di Bono – 1992
  • Astrolabio Appuntamenti culturali nel Trentino – 1992/1993
  • Folk Club “Gli Zanni” Ranica (BG) – 1993
  • Una festa per Lazago Merano (BZ) – 1993
  • Rassegna folk di Villa Cian Torbole (TN) – 1993
  • Folk Club “Ponte delle Gabelle” Milano – 1993
  • Rassegna “Sulle tracce della musica” Riva del Garda (TN) -1993
  • Rassegna “Cantavalli 93” Perosa Argentina (CN) – 1993
  • Rassegna di musica popolare “Carona 93” Ticino (Svizzera)
  • En giro par i filò Tonadico (TN) – 1993
  • Festival del teatro “L’arte cura” Val Venosta (BZ) – 1993
  • Folktemporanea Strigno (TN) – 1993
  • Voci dal Po Monte Carasso (Bellinzona – Svizzera) – 1994
  • Tag der Volksmusik Stams (Tirolo – Austria) – 1995
  • Volks-Musiktag auf Schloß Tirol Merano (BZ) – 1995
  • Okarina Etno Festival Bled (Slovenia) – 1995
  • Storia e leggenda Rango (TN) – 1995
  • Concertosa – La musica del Nord Est Vigodarzere (PD) – 1995
  • Castelbianco Savona – 1995
  • Folk club “Gli Zanni” Ranica (BG) – 1996
  • Not(t)e d’Agosto Bolbeno (TN) – 1996-97-98
  • Girofolk Malé, Predazzo, Tonadico, Brentonico (TN) – 1997
  • Rovereto ESTATE Rovereto, Lizzanella, Borgo Sacco (TN) – 1997
  • 25° Arge Alp Telfs (Tirolo – Austria) – 1997
  • Trento ESTATE Trento, Ravina, Romagngano, Sardagna (TN) – 1998
  • La città e il fiume Borgo Sacco (TN) – 1998

La musica popolare in Trentino

Che il Trentino sia terra dove la coralità ha una grande tradizione, è noto a molti: il numero dei cori ed il successo nazionale ed internazionale di alcuni di essi ne sono la più chiara testimonianza. Ma il Trentino, e questo forse è meno noto, è stato anche terra di musica e musicisti popolari: ed anche di questo aspetto non mancano le conferme.

A cominciare dalle raffigurazioni di strumenti popolari, come la piva, la ghironda, il violino, che compaiono in pitture ed affreschi nel Duomo, al Castello del Buonconsiglio, sulle facciate delle Case Rella. Testimonianze di musica tradizionale influenzata da quella «colta» si trovano nella «Raccolta Sonnleithner», custodita a Vienna dalla Società degli Amici della Musica e relativa al censimento delle tradizioni musicali nelle regioni dell’Impero austroungarico, iniziativa che ha consentito la raccolta e conservazione di una serie di musiche da ballo in voga all’inizio del secolo scorso, prevalentemente negli ambienti urbani. Fino a qualche decennio fa, erano più d’una, in Trentino, le fabbriche di strumenti musicali.

Ancora negli anni a cavallo fra le due guerre mondiali, inoltre, era possibile imbattersi nelle orchestrine che, soprattutto nelle valli, con violino, chitarra, bassetto, mandola e mandolino, assicuravano la colonna sonora ai momenti di aggregazione sociale come le feste dei coscritti, i matrimoni, il carnevale, il «trato marzo» o le feste dell’uva.

Ma il fare musica, in Trentino, non era solo necessariamente legato alle feste popolari: in analogia con quanto avveniva (e tuttora avviene) nel vicino Tirolo austriaco, infatti, la musica nasceva e veniva suonata anche all’interno del nucleo familiare. E nella musica popolare trentina si possono ritrovare le influenze della musica tradizionale della Val Caffaro (in Lombardia, appena oltre il confine sud occidentale del Trentino), della Tanzmusik tirolese e delle melodie popolari dell’area veneta. È proprio con l’intento di indagare e riscoprire questo interessante patrimonio della cultura tradizionale trentina che gli Abies Alba hanno iniziato da alcuni anni un lavoro di ricerca e rielaborazione delle musiche popolari trentine, che completano e caratterizzano il loro repertorio, costituito da musiche tradizionali provenienti da altre regioni, italiane e non, dell’arco alpino.

Oggi non si lavora

Così come le opere pittoriche di Carlo Sartori, anche questo disco – il terzo di Abies Alba, dopo In punto alla mezzanotte (1994) e Nel Paese di Armonia (1997) – ci riporta alla civiltà contadina ed artigiana e ad un modo di vivere che ha sempre trovato nella musica e nella danza le occasioni principali per alleviare le difficoltà e la durezza del quotidiano. “Oggi non si lavora” va quindi inteso come un ironico invito ad esorcizzare la fatica, una modalità propria del mondo popolare di permeare il presente con uno spirito scanzonato, beffardo e talora irriverente, come solo con la musica e il canto è possibile fare.

Questo disco è dedicato a tutte le persone che, scavando nei loro ricordi, ci hanno insegnato canzoni e melodie da ballo della tradizione musicale trentina ed in particolare ad Ervino Moscon (1920-1999), l’unico suonatore anziano con il quale ci siamo esibiti in concerto in una splendida serata dell’agosto 1999 a Borgo Valsugana.

Oggi non si lavora

Le canzoni e i brani strumentali del CD

  1. Smolfrina-Quadriglia di Cababi (trad.)
  2. La sgarzottina (trad.)
  3. Mazurca di Umberto (trad.)
  4. Vilote (trad.-D. Marusic-R. Tombesi)
  5. Bal fascian (trad.)
  6. San Vigili (M. Odorizzi-C. Nani)
  7. Le Campanelle (trad.-N. Odorizzi)
  8. Se la vedessi (trad.)
  9. Pairisiola-Sottì-Pàris tesina (N. Odorizzi-trad.-trad.)
  10. Lunedì dei parrucchieri (trad.)
  11. Mazurca in sol (trad.)
  12. Zigeiner marsch-L’ira di Dio (trad.)

1. Smolfrina – Quadriglia di Cababi frecciasu_3.gif (881 byte) 575 KB
Il nome di questa danza sembra derivare dal termine dialettale “smolfrir” cioè capirsi al volo. Le modalità esecutive del ballo sembrerebbero confermare questa ipotesi: tra i ballerini infatti c’è un continuo scambio di sorrisi, di occhiate furtive e di mesaggi d’amore, che la gente intorno non deve cogliere. La “Smolfrina” è la quadriglia con la quale il gruppo Folk di Castello Tesino (Trento) apre i suoi spettacoli di ballo tradizionale. Nel 1998, Abies Alba e il Gruppo Folk di Castello Tesino hanno realizzato assieme uno spettacolo, intitolato “Taca a sonar che balem la parìs”. È stato in quella occasione che gli Abies Alba hanno imparato la “Smolfrina” rintracciando nella sua struttura una perfetta analogia con un brano intitolato “Cuadrilla” – suonato dalle comunità di Indiani americani che vivono nel deserto dell’Arizona: dopo aver appreso dai missionari spagnoli a suonare e a costruire violini, i Tohono O’odham (popolo del deserto), attraverso il contatto con i pionieri che transitavano per quella zona, hanno imparato un vasto repertorio di melodie da ballo (polche, mazurche, scottish), custodito e tramandato nel corso degli anni. Cababi è una località del deserto dell’Arizona.

2. La Sgarzottina frecciasu_3.gif (881 byte) 881 KB
Quello degli incontri anorosi fra giovani donzelle e uomini che indossano il saio o la tonaca è un tema ricorrente nelle canzoni popolari. “La Sgarzottina” appartiene a questo tipo di repertorio e la versione qui proposta, riproduce fedelmente nella struttra e nella melodia, il canto ascoltato da un ghruppo di donne di Praso (Val Giudicarie – Trentino), nel corso di una registrazione effettuata con Renato Morelli nel 1994.

3. Mazurca di Umberto frecciasu_3.gif (881 byte) 1132 KB
Il titolo è un omaggio ad Umberto Mattalia (nato nel 1908). Insegnante, giornalista, storico, figura di spicco nella vita culturale di Caldonazzo (Trento), fu negli Anni 60 un accanito oppositore delle speculazioni edilizie intorno al lago di Caldonazzo. Nella musica si è distinto come violinista di buona tecnica, componente fin dall’età di 16 anni di un’orchestrina caldonazzese che si sarebbe costituita poi nel 1930 come gruppo “La bisca”. È stato Mattalìa a far ascoltare al gruppo questa mazurca, che lui suonava in gioventù, qui riarrangiata con l’introduzione anche di strumenti inconsueti per la tradizione musicale trentina, come l’ocarina.

4. Vilote frecciasu_3.gif (881 byte) 919 KB
Il brano “Vilote” è tratto dal repertorio dello spettacolo “Adio Leon!” (1996-97), un progetto di Roberto Tombesi ispirato alla presenza culturale di Venezia nei territori del Triveneto e dell’Istria, cui hanno partecipato alcuni componenti di Abies Alba insieme a musicisti dei gruppi Calicanto (Veneto) e La sedon salvadie (Friuli). La musica è una tipica melodia vilotistica istriana, mantre il testo (ogni strofa viene denominata “vilota”) proviene da due precise fonti (Jacopo Vincenzo Foscarini detto “el barcariol” – Il fiore della lirica veneziana a cura di Manlio Dazi).

5. Bal fascian frecciasu_3.gif (881 byte) 803 KB
Si tratta di una melodia da danza in 6/8 riportata in un manoscritto della Volksliedsammlung Gatner, conservata presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck. Veniva eseguita, come un refrain tra una strofa cantata e l’altra, all’interno del “ciantér la bona sera ai sposc” (canto della buona sera agli sposi), una tradizione musicale fassana.

6. San Vigili frecciasu_3.gif (881 byte) 808 KB
San Vigilio (26 giugno) è il patrono della città di Trento. Riprendendo un’usanza che si era affievolita nel tempo, da una quindicina d’anni la ricorrenza viene nuovamente festeggiata in pompa magna con una serie di manifestazioni che rievocano le tradizioni medievali e rinascimentali della città ai tempi del Concilio di TRento (XVI sec.). Una singolare testimonianza di come in passato si celebrava la festa di San Vigilio, è rappresentata da una poesia in dialetto trentino, scritta nel 1902 da Carlo Nani. Con un uso scanzonato e canzonatorio del linguaggio popolare, il poeta descrive con grande efficacia gli umori del variopinto mondo umano che affollava la città e la meravigliorsa atmosfera – da magica babilonia – che si respirava a Trento in occasione della grande festa: allora – come adesso – il momento culminante era il grande spettacolo pirotecnico della sera. La musica del brano è stata composta da Mauro Odorizzi e arrangiata dal Gruppo Abies Alba.

Oggi non si lavora

7. Le campanelle frecciasu_3.gif (881 byte) 1375 KB
A Borgo Valsugana si svolge ogni anno il “Palio dela Brenta”, una disfida nella quale si affrontano i “Semoloti”, che rappresentano la componente “popolana” degli abitanti della cittadina, ed i “Farinoti”, la fazione “nobile”. Fra le gare previste dal Palio vi è anche una prova musicale, che viene sostenuta dai “gruppi musicanti” delle due fazioni. La melodia iniziale del brano “Le campanelle” – una mazurca in tre parti – è un motivo popolare per mandolino eseguito dai “Semoloti”: le variazioni che seguono sono state invece composte da Nicola Odorizzi. Il gruppo dei “Semoloti musicanti”, guidati dall’organetto di Guido Casagrande, è composto fra l’altro da Enzo Ventura (mandolino) e da alcuni cantanti del coro Valsella di Borgo Valsugana.

8. Se la vedessi frecciasu_3.gif (881 byte) 1034 KB
Destino delle belle donne è far innamorare di sé tutti quelli che le guardano: non sfugge a questa “tradizione” la protagonista di questa canzone, tratta dal repertorio dei “Semoloti” di Borgo Valsugana (vedi nota al brano precedente). La canzone si presta all’inserimento di strofe estemporanee ed improvvisate, come l’ultima della versione qui proposta, aggiunta dagli Abies Alba. Dello stesso brano sono note altre versioni diffuse in tutta Italia.

9. Pairisiola – Sottì – Parìs tesina frecciasu_3.gif (881 byte) 823 KB
La paris (o “pairis” o anche “scottish”) è una danza che ha origine in un’epoca precedente all’avvento dei balli di fine Ottocento, come valzer, polche e mazurche, che ancora oggi rappresentano le forme principali del repertorio del ballo liscio. Oggi la paris sopravvive nella memoria di alcuni anziani e nei repertori dei gruppi folcloristici. In questo set vengono proposte tre diverse paris: la prima è una composizione di Nicola Odorizzi, seguita da un brano raccolto da Modesto Brian in provincia di Vicenza, dove la “scottish” viene curiosamente denominata al plurale, i “sòtti”, termine che nel dialetto locale significa “gli zoppi”. Chiude la medley la “Paris tesina”, che fa parte del repertorio del gruppo Folk di Castello Tesino.

10. Lunedì dei parrucchieri frecciasu_3.gif (881 byte) 897 KB
Guido Casagrande, detto “Brugna”, nato nel 1919, che come fabbro meccanico ha lavorato in cantieri stradali ed idroelettrici, è un suonatore di organetto diatonico di Torcegno (Valsugana – Trentino), componente del gruppo dei “Semoloti” di Borgo Valsugana, una vera “miniera” di canzoni e musiche da ballo. È stato lui a far conoscere al gruppo questo brano di impronta sindacale, che risale a qualche decennio fa, “nato” nelle fabbriche del Nord Ovest italiano e conosciuto anche in Trentino.

11. Mazurca in sol frecciasu_3.gif (881 byte) 717 KB
Ancora un brano del repertorio popolare dei Ladini della Val di FAssa: come per il “Bal fascian”, la fonte è l’opera in due volumi “Musica e canto popolare in Val di Fassa”, edita dall’Istitut Cultural Ladin di Vich (Vigo di Fassa).

12. Zigeiner marsch – L’ira di Dio frecciasu_3.gif (881 byte) 914 KB
La fonte del primo brano è Bruno Lazzeri (1919-1993) di Capriana in Val di Fiemme (Trentino), che lo avrebbe composto quando era internato durante la seconda guerra mondiale. Artigiano del legno ed autentico suonatore tradizionale di violino, Bruno Lazzeri era componente del gruppo musicale “Streich”, che si esibiva durante il tradizionale carnevale di Grauno (Val di Cembra). Il secondo motivo è la versione trentina di un brano diffuso con piccole varianti in tutto il Nord Italia, che gli Abies Alba hanno imparato da Ervino Moscon (1920-1999), di professione sarto, appassionato ed instancabile mandolinista e violinista.

Altri progetti

Castel Tirolo
Merano, 17 settembre 1995

Sono stati gli Abies Alba a rappresentare la musica tradizionale trentina in occasione della «giornata della musica popolare» («Volks- Musiktag auf Schloss Tirol», svoltasi il 17 settembre 1995 a Castel Tirolo, vicino a Merano. L’appuntamento rientrava tra le manifestazioni collaterali della mostra dedicata a tirol.jpg (27385 byte)Mainardo II: un’analoga iniziativa si era svolta anche l’11 giugno 1995 nell’abbazia di Stams in Tirolo (l’altra sede della mostra) ed anche in quella occasione aveva partecipato il gruppo degli Abies Alba, riscuotendo calorosi apprezzamenti dal competente pubblico presente in sala.
Per gli Abies Alba, il coinvolgimento in questa iniziativa ha costituito un importante riconoscimento del lavoro di ricerca e recupero della tradizione musicale trentina svolto dal gruppo, che durante l’estate è stato impegnato in numerosi concerti sia in Trentino che fuori dai confini provinciali. Tra questi ultimi va ricordato in particolare quello di Bled, in Slovenia, dove il gruppo trentino ha partecipato al locale festival folk, una manifestazione a carattere internazionale.
La «Volks- Musiktag» del 17 settembre si è articolata in due distinti momenti. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15.00, per i visitatori della mostra nel cortile di Castel Tirolo hanno suonato alcuni gruppi, tra i quali anche gli Abies Alba.
tirolo2.jpg (46137 byte)Alle 20.30 poi, nella sala Ritter, è iniziato il concerto vero e proprio con l’esibizione di gruppi provenienti da Trentino, Alto Adige e Tirolo. Obiettivo dell’iniziativa era offrire una panoramica del patrimonio musicale popolare delle varie regioni ricomprese nel vecchio Tirolo. Il concerto ha offerto l’opportunità di ascoltare alcuni dei più diffusi strumenti popolari di quest’area, dall’hackbrett all’ocarina, dal violino a vari tipi di flauti, dalla cetra all’arpa. Oltre agli Abies Alba hanno suonato Algunder Bläser, Hoamstanzer, Landhauspfeifer, Obervinschger Raffele- und Okarinamusig, Octopus

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Il concerto serale a Castel Tirolo


Arge Alp

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