Nel Paese di Armonia

Nel paese di armonia” è un cofanetto con due cassette ed un libretto, dedicato ai ragazzi delle scuole materne e dell’obbligo, realizzato dagli Abies Alba con l’intento sia di favorire un approccio coinvolgente all’educazione musicale, sia di proporre uno strumento che offra lo spunto per cantare, giocare, suonare e divertirsi assieme. Sono dieci le canzoni incise sulla prima delle due cassette del cofanetto; la seconda contiene invece le soli basi musicali, sulle quali i ragazzi possono cantare o suonare alcuni semplici strumenti: il libretto illustrato di 32 pagine contiene infatti i testi di tutte le canzoni, le trascrizioni musicali, gli accordi per chitarra, gli accompagnamenti con strumentario Orff.

Nella registrazione dei brani, così come nell’attività concertistica, didattica e di animazione, il Gruppo di musica tradizionale “Abies alba” ha utilizzato una strumentazione di base che si avvicina a quella delle orchestrine paesane, composta da organetto diatonico, violino, flauto dolce, bassetto, mandolino e chitarra a cui si aggiungono altri strumenti popolari come la piva, le ocarine, delle piccole percussioni e alcuni strumenti moderni come clarinetto, flauto traverso, ottavino e basso elettrico. Pur non essendo in alcun modo una registrazione di musica tradizionale, l’utilizzo di strumenti acustici tipici del repertorio popolare consente di portare l’ascoltatore in una dimensione sonora quasi completamente sconosciuta alle giovani generazioni.

Le canzoni contenute sono rivolte in particolare ai ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo e – nelle intenzioni degli Abies alba – possono essere utilizzate come un contributo originale all’educazione musicale. Nelle note introduttive del libretto si sottolinea come fare educazione musicale nella scuola dell’obbligo significhi principalmente promuovere l’interesse e la voglia di partecipazione degli alunni all’esperienza della musica intesa come comunicazione ed espressione e come i vari percorsi didattici, che vengono proposti ai docenti, concordino sulla necessità di partire dall’esperienza diretta, interiore, emozionale per passare solo successivamente all’alfabetizzazione.

Spesso però mancano agli insegnanti modelli operativi concreti e soprattutto materiale didattico di facile utilizzo. Il canto e l’improvvisazione sono senza dubbio attività in grado di catturare facilmente l’attenzione degli alunni prima di addentrarsi nella notazione musicale: “questo lavoro – sostengono gli Abies alba nelle note di presentazione – crediamo possa rappresentare uno strumento didattico utile per sviluppare questo approccio alla musica con i più giovani”.

In punto alla mezzanotte

Il primo CD del gruppo si intitola “In punto alla mezzanotte”e contiene 15 brani. È stato registrato in presa diretta nel gennaio del 1994 nel Teatro Comunale di Tione (Trento).
La foto di copertina, risalente al 1933, ritrae alcuni componenti del gruppo musicale del paese di Montagne (Tione – Val Giudicarie): Delio Giovannella (violino), Prudente Simoni (fisarmonica), Renato Simoni (chitarra) e il piccolo Sergio Apolloni.

Le canzoni e i brani strumentali del CD

La dragona / La bella riosa (trad.)
Pastorella di Martina (A. Franchini)
Le donne belle (trad.)
La cestazanà saltarello / Ballo del gallo (trad.)
Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
In punto alla mezzanotte (A. Franchini / trad.)
Paris di Daone / Paris di Roncone / Scotis bergamasca (trad.)
Bal frances / Moleta (trad.)
La vien giù dalle montagne (trad.)
Pandora (M. Failoni)
Grileto e la formicola (trad.)
La Pallacina / Sua compagna (trad.)
La Vienna corentina (trad.)
Dormi mia bella dormi (M. Failoni / trad.)
Manfrina La e Mi / Spasacamì (trad.)

1. La dragona ( 270K) / La bella riosa
Si tratta della rielaborazione di due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner», una delle prime ricerche sulla musica popolare di tradizione orale realizzate in Europa agli inizi del XIX secolo. All’interno di questa vastissima ed eterogenea collezione, figurano delle trascrizioni di musiche popolari provenienti dal Trentino che il musicologo Antonio Carlini hafranco1.jpeg (19244 byte) ritrovato a Vienna presso l’Archivio della Società Amici della Musica (Gesellschaft der Musikfreunde). I due brani fanno parte del fascicolo XXI, che contiene ventun balli, probabilmente per violino.

2. Pastorella di Martina
È una composizione per piva di Alessandro Franchini, ispirata e dedicata alla nascita della figlia Martina. La «pastorella» è una melodia caratteristica che veniva suonata in occasione delle festività religiose di Natale e di Pasqua: anche nella Pianura Padana e nelle valli alpine lo strumento con cui veniva di preferenza eseguita era la piva (la cornamusa del Nord Italia).

3. Le donne belle ( 280K)
Appartiene al filone delle canzoni «profane» che troviamo in tutte le tradizioni popolari, accanto alle composizioni di matrice sacra e religiosa; in particolare tocca il tema dei rapporti tra trasgressione e religione, che tanto interesse ha suscitato nelle società rurali. «Le donne belle» viene tuttora cantata in Val Giudicarie: la versione incisa sul CD è un adattamento di quella che il gruppo ha ascoltato da un gruppo di anziani di Tione.

4. La cestazanà saltarello / Ballo del gallo
Altre due danze tratte dalla «Raccolta Sonnleithner»; particolarmente misterioso il titolo del primo brano mentre il secondo propone un riferimento agli animali che è consueto nei repertori tradizionali. Nel materiale ritrovato a Vienna non vi sono molti elementi che consentano di conoscere in maniera approfondita quale fosse la vita musicale nelle valli trentine. Le musiche raccolte nel 1819 nel circondario di Trento dal Capitano di Trento, barone Luigi de’ Ceschi, sono da ritenere pertanto non pienamente rappresentative dei repertori popolari in voga in quel periodo.

5. Contradanza / Ballo il Palazo delle Albore / Ballo dal curioso accidente
Apre questa suite una composizione di Maurizio Failoni, modulata sugli stilemi barocchi, cui seguono altri due brani tratti dal manoscritto di musiche trentine ritrovato a Vienna. Il «Ballo il Palazo delle Albore», a conferma dell’origine trentina della raccolta, fa riferimento ad un edificio storico della città di Trento, residenza del principe vescovo Cristoforo Madruzzo ed ora sede del Museo d’arte moderna.

6. In punto alla mezzanotte ( 298K)
Il testo di questa ballata è tratto dalla raccolta «Canti popolari a Bondo e Breguzzo», realizzata nel 1984 da Alberto Mognaschi per conto del Gruppo culturale di Bondo e Breguzzo (due comuni delle Giudicarie). La musica è stata invece composta da Alessandro Franchini. La vicenda narra le pene di una giovane donna data in sposa ad un uomo molto più anziano di lei, un tema ricorrente in tantissime altre ballate non solo italiane.

7. Paris di Daone ( 246K) / Paris di Roncone / Scottish bergamasca
La paris è una forma di danza particolarmente conosciuta e ballata in Trentino fino a poco tempo fa: oggi ne troviamo traccia per lo più nei repertori dei gruppi folcloristici . Appartiene alla famiglia delle scottish, un ballo diffuso in tutta Europa e denominato in Italia alternativamente scotìs, sotìs, pairis o paris, a seconda dell’area di provenienza. Le prime due sono state raccolte in Val Giudicarie, nei paesi di Daone (da Marco Bepeto, un suonatore di fisarmonica) e di Roncone (grazie all’insegnante Irene Rizzonelli); la Scottish bergamasca viene invece dal repertorio di Valter Biella e della Bandalpina.

8. Bal frances / Moleta
Due «classici» del repertorio dei balli del Carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro, due piccoli comuni lombardi a ridosso del territorio trentino. È uno dei primi brani con cui il gruppo si è avvicinato alla musica tradizionale del Nord Italia.

9. La vien giù dalle montagne
Canto tradizionale trentino tra i più conosciuti ed eseguiti dai cori di montagna. La parte vocale è qui supportata in maniera decisiva da un ricco arrangiamento strumentale, che conferisce al brano un sapore del tutto inconsueto.

10. Pandora
Pezzo strumentale composto da Maurizio Failoni. Il titolo fa riferimento ad uno strumento rinascimentale della famiglia delle chitarre.

11. Grileto e la formicola ( 293K)
Nonostante il tema drammatico e grottesco, questo brano è di solito considerato un canto per bambini. La versione degli Abies Alba è stata arrangiata ascoltando quella di Franco Pellegrini, suonatore di organetto di Palù di Giovo ed «anima» dell’orchestrina del Gruppo folcloristico cembrano. Se ne trovano esempi in altri dialetti, come documentato anche dalla raccolta di Costantino Nigra «I canti popolari del Piemonte» che risale al secolo scorso.

12. La pallacina / Sua compagna
Ancora due danze dalla «Raccolta Sonnleithner», di cui non si hanno indicazioni sul significato del titolo.

13 La Vienna corentina
Una possibile interpretazione del titolo di questo brano, fa risalire il termine «corentina» alla «corrente», forma musicale del repertorio colto settecentesco. Anche questa danza fa parte della già citata «Raccolta Sonnleithner».

14. Dormi mia bella dormi
Si tratta di una ninna nanna che il gruppo ha appreso nella versione tradizionale da Guido Casagranda (detto «Brugna»), un suonatore di organetto diatonico di Torcegno, in Valsugana. Sul testo tradizionale Maurizio Failoni ha composto una melodia originale.

15. Manfrina La e Mi / Spasacamì
Entrambi i pezzi appartengono al repertorio violinistico di Bagolino e Ponte Caffaro. Nonostante le versioni degli Abies Alba non siano fedeli all’esecuzione tramandata fino ad oggi dai «Sonadùr» del Carnevale, i due brani restituiscono con grande freschezza l’allegria, il ritmo e l’energia che contraddistinguono questa musica.

Abies alba

Semplicemente “Abies alba”, cioè “abete bianco”… un titolo per ribadire l’identità alpina del gruppo musicale. Scegliendo questo nome naturalistico si è voluto indicare un profondo legame con il territorio, con i valori dell’ambiente e di una cultura che, senza inutili nostalgie, guarda alle tradizioni e alla propria memoria per dare senso all’esperienza locale nell’epoca globale.

Un libretto per esplorare i fecondi rapporti tra il legno e la musica, l’arte, l’artigianato, illustrare i brani del disco e raccontare alcune delle nostre avventure.

Un secondo libretto dedicato interamente all’abete bianco, per imparare a conoscerlo e riconoscerlo quando passeggiamo nei boschi. Un CD di oltre 70 minuti che definisce un’ulteriore tappa – la terza dopo “In punto alla mezzanotte” nel 1994 e “Oggi non si lavora” nel 2000 – nel percorso iniziato circa quindici anni fa, che il gruppo ha sviluppato intorno alle musiche di matrice tradizionale del Trentino.

Un momento per fare il bilancio di un periodo ricco di iniziative e particolarmente significativo per le esperienze vissute e gli incontri avuti, ma anche per guardare avanti, nel progetto musicale, individuando altri obiettivi da perseguire.

Abies alba

L’auspicio è che questo nostro lavoro possa contribuire ad una maggiore diffusione di queste musiche, ingiustamente considerate un genere minore, fuori moda e fuori mercato. dicembre 2006

Questo disco è dedicato ad Aurora, a ricordo del suo entusiasmo e del suo attaccamento alle attività del gruppo.

Track List

1. La Dragona – Ballo la Vienna Corentina – La Pollacina
trad. arr. Abies alba – 6:00

2. Paris di Emilio – La bella inglesina
Emilio Leonardi, trad. arr. Abies alba – 4:21

3. Alphorn – Smolfrina – Bal fascian – Manfrina
trad. arr. Abies alba – 6:30

4. El pù bel nom – L’Ambasciatore
Pier Tomaso Scaramuzza – Casiroli – Arcangeli, arr. Abies alba – 6:11

5. Povero disertore – Gorizia – Bella ciao
trad. arr. Abies alba – 10:16

6. Limone Limonato
trad. arr. Abies alba – 3:53

7. Paris di Daone – Pairisiola – Sotì – Paris tesina
trad. arr. Abies alba – 6:17

8. La serva
trad. arr. Abies alba – 4:42

9. Valzer del sabo – Valsugana express
Nicola Odorizzi – 5:40

10. La Rosina innamorata
trad. arr. Abies alba – 4:46

11. Me compare Giacometo – Quatro ciodi de fero vecio – Paris polca – Saltini
trad. arr. Abies alba – 6:00

12. La Mèrica
trad. arr. Abies alba – 8:06

Oggi non si lavora

Così come le opere pittoriche di Carlo Sartori, anche questo disco – il terzo di Abies Alba, dopo In punto alla mezzanotte (1994) e Nel Paese di Armonia (1997) – ci riporta alla civiltà contadina ed artigiana e ad un modo di vivere che ha sempre trovato nella musica e nella danza le occasioni principali per alleviare le difficoltà e la durezza del quotidiano. “Oggi non si lavora” va quindi inteso come un ironico invito ad esorcizzare la fatica, una modalità propria del mondo popolare di permeare il presente con uno spirito scanzonato, beffardo e talora irriverente, come solo con la musica e il canto è possibile fare.

Questo disco è dedicato a tutte le persone che, scavando nei loro ricordi, ci hanno insegnato canzoni e melodie da ballo della tradizione musicale trentina ed in particolare ad Ervino Moscon (1920-1999), l’unico suonatore anziano con il quale ci siamo esibiti in concerto in una splendida serata dell’agosto 1999 a Borgo Valsugana.

Oggi non si lavora

Le canzoni e i brani strumentali del CD

  1. Smolfrina-Quadriglia di Cababi (trad.)
  2. La sgarzottina (trad.)
  3. Mazurca di Umberto (trad.)
  4. Vilote (trad.-D. Marusic-R. Tombesi)
  5. Bal fascian (trad.)
  6. San Vigili (M. Odorizzi-C. Nani)
  7. Le Campanelle (trad.-N. Odorizzi)
  8. Se la vedessi (trad.)
  9. Pairisiola-Sottì-Pàris tesina (N. Odorizzi-trad.-trad.)
  10. Lunedì dei parrucchieri (trad.)
  11. Mazurca in sol (trad.)
  12. Zigeiner marsch-L’ira di Dio (trad.)

1. Smolfrina – Quadriglia di Cababi frecciasu_3.gif (881 byte) 575 KB
Il nome di questa danza sembra derivare dal termine dialettale “smolfrir” cioè capirsi al volo. Le modalità esecutive del ballo sembrerebbero confermare questa ipotesi: tra i ballerini infatti c’è un continuo scambio di sorrisi, di occhiate furtive e di mesaggi d’amore, che la gente intorno non deve cogliere. La “Smolfrina” è la quadriglia con la quale il gruppo Folk di Castello Tesino (Trento) apre i suoi spettacoli di ballo tradizionale. Nel 1998, Abies Alba e il Gruppo Folk di Castello Tesino hanno realizzato assieme uno spettacolo, intitolato “Taca a sonar che balem la parìs”. È stato in quella occasione che gli Abies Alba hanno imparato la “Smolfrina” rintracciando nella sua struttura una perfetta analogia con un brano intitolato “Cuadrilla” – suonato dalle comunità di Indiani americani che vivono nel deserto dell’Arizona: dopo aver appreso dai missionari spagnoli a suonare e a costruire violini, i Tohono O’odham (popolo del deserto), attraverso il contatto con i pionieri che transitavano per quella zona, hanno imparato un vasto repertorio di melodie da ballo (polche, mazurche, scottish), custodito e tramandato nel corso degli anni. Cababi è una località del deserto dell’Arizona.

2. La Sgarzottina frecciasu_3.gif (881 byte) 881 KB
Quello degli incontri anorosi fra giovani donzelle e uomini che indossano il saio o la tonaca è un tema ricorrente nelle canzoni popolari. “La Sgarzottina” appartiene a questo tipo di repertorio e la versione qui proposta, riproduce fedelmente nella struttra e nella melodia, il canto ascoltato da un ghruppo di donne di Praso (Val Giudicarie – Trentino), nel corso di una registrazione effettuata con Renato Morelli nel 1994.

3. Mazurca di Umberto frecciasu_3.gif (881 byte) 1132 KB
Il titolo è un omaggio ad Umberto Mattalia (nato nel 1908). Insegnante, giornalista, storico, figura di spicco nella vita culturale di Caldonazzo (Trento), fu negli Anni 60 un accanito oppositore delle speculazioni edilizie intorno al lago di Caldonazzo. Nella musica si è distinto come violinista di buona tecnica, componente fin dall’età di 16 anni di un’orchestrina caldonazzese che si sarebbe costituita poi nel 1930 come gruppo “La bisca”. È stato Mattalìa a far ascoltare al gruppo questa mazurca, che lui suonava in gioventù, qui riarrangiata con l’introduzione anche di strumenti inconsueti per la tradizione musicale trentina, come l’ocarina.

4. Vilote frecciasu_3.gif (881 byte) 919 KB
Il brano “Vilote” è tratto dal repertorio dello spettacolo “Adio Leon!” (1996-97), un progetto di Roberto Tombesi ispirato alla presenza culturale di Venezia nei territori del Triveneto e dell’Istria, cui hanno partecipato alcuni componenti di Abies Alba insieme a musicisti dei gruppi Calicanto (Veneto) e La sedon salvadie (Friuli). La musica è una tipica melodia vilotistica istriana, mantre il testo (ogni strofa viene denominata “vilota”) proviene da due precise fonti (Jacopo Vincenzo Foscarini detto “el barcariol” – Il fiore della lirica veneziana a cura di Manlio Dazi).

5. Bal fascian frecciasu_3.gif (881 byte) 803 KB
Si tratta di una melodia da danza in 6/8 riportata in un manoscritto della Volksliedsammlung Gatner, conservata presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck. Veniva eseguita, come un refrain tra una strofa cantata e l’altra, all’interno del “ciantér la bona sera ai sposc” (canto della buona sera agli sposi), una tradizione musicale fassana.

6. San Vigili frecciasu_3.gif (881 byte) 808 KB
San Vigilio (26 giugno) è il patrono della città di Trento. Riprendendo un’usanza che si era affievolita nel tempo, da una quindicina d’anni la ricorrenza viene nuovamente festeggiata in pompa magna con una serie di manifestazioni che rievocano le tradizioni medievali e rinascimentali della città ai tempi del Concilio di TRento (XVI sec.). Una singolare testimonianza di come in passato si celebrava la festa di San Vigilio, è rappresentata da una poesia in dialetto trentino, scritta nel 1902 da Carlo Nani. Con un uso scanzonato e canzonatorio del linguaggio popolare, il poeta descrive con grande efficacia gli umori del variopinto mondo umano che affollava la città e la meravigliorsa atmosfera – da magica babilonia – che si respirava a Trento in occasione della grande festa: allora – come adesso – il momento culminante era il grande spettacolo pirotecnico della sera. La musica del brano è stata composta da Mauro Odorizzi e arrangiata dal Gruppo Abies Alba.

Oggi non si lavora

7. Le campanelle frecciasu_3.gif (881 byte) 1375 KB
A Borgo Valsugana si svolge ogni anno il “Palio dela Brenta”, una disfida nella quale si affrontano i “Semoloti”, che rappresentano la componente “popolana” degli abitanti della cittadina, ed i “Farinoti”, la fazione “nobile”. Fra le gare previste dal Palio vi è anche una prova musicale, che viene sostenuta dai “gruppi musicanti” delle due fazioni. La melodia iniziale del brano “Le campanelle” – una mazurca in tre parti – è un motivo popolare per mandolino eseguito dai “Semoloti”: le variazioni che seguono sono state invece composte da Nicola Odorizzi. Il gruppo dei “Semoloti musicanti”, guidati dall’organetto di Guido Casagrande, è composto fra l’altro da Enzo Ventura (mandolino) e da alcuni cantanti del coro Valsella di Borgo Valsugana.

8. Se la vedessi frecciasu_3.gif (881 byte) 1034 KB
Destino delle belle donne è far innamorare di sé tutti quelli che le guardano: non sfugge a questa “tradizione” la protagonista di questa canzone, tratta dal repertorio dei “Semoloti” di Borgo Valsugana (vedi nota al brano precedente). La canzone si presta all’inserimento di strofe estemporanee ed improvvisate, come l’ultima della versione qui proposta, aggiunta dagli Abies Alba. Dello stesso brano sono note altre versioni diffuse in tutta Italia.

9. Pairisiola – Sottì – Parìs tesina frecciasu_3.gif (881 byte) 823 KB
La paris (o “pairis” o anche “scottish”) è una danza che ha origine in un’epoca precedente all’avvento dei balli di fine Ottocento, come valzer, polche e mazurche, che ancora oggi rappresentano le forme principali del repertorio del ballo liscio. Oggi la paris sopravvive nella memoria di alcuni anziani e nei repertori dei gruppi folcloristici. In questo set vengono proposte tre diverse paris: la prima è una composizione di Nicola Odorizzi, seguita da un brano raccolto da Modesto Brian in provincia di Vicenza, dove la “scottish” viene curiosamente denominata al plurale, i “sòtti”, termine che nel dialetto locale significa “gli zoppi”. Chiude la medley la “Paris tesina”, che fa parte del repertorio del gruppo Folk di Castello Tesino.

10. Lunedì dei parrucchieri frecciasu_3.gif (881 byte) 897 KB
Guido Casagrande, detto “Brugna”, nato nel 1919, che come fabbro meccanico ha lavorato in cantieri stradali ed idroelettrici, è un suonatore di organetto diatonico di Torcegno (Valsugana – Trentino), componente del gruppo dei “Semoloti” di Borgo Valsugana, una vera “miniera” di canzoni e musiche da ballo. È stato lui a far conoscere al gruppo questo brano di impronta sindacale, che risale a qualche decennio fa, “nato” nelle fabbriche del Nord Ovest italiano e conosciuto anche in Trentino.

11. Mazurca in sol frecciasu_3.gif (881 byte) 717 KB
Ancora un brano del repertorio popolare dei Ladini della Val di FAssa: come per il “Bal fascian”, la fonte è l’opera in due volumi “Musica e canto popolare in Val di Fassa”, edita dall’Istitut Cultural Ladin di Vich (Vigo di Fassa).

12. Zigeiner marsch – L’ira di Dio frecciasu_3.gif (881 byte) 914 KB
La fonte del primo brano è Bruno Lazzeri (1919-1993) di Capriana in Val di Fiemme (Trentino), che lo avrebbe composto quando era internato durante la seconda guerra mondiale. Artigiano del legno ed autentico suonatore tradizionale di violino, Bruno Lazzeri era componente del gruppo musicale “Streich”, che si esibiva durante il tradizionale carnevale di Grauno (Val di Cembra). Il secondo motivo è la versione trentina di un brano diffuso con piccole varianti in tutto il Nord Italia, che gli Abies Alba hanno imparato da Ervino Moscon (1920-1999), di professione sarto, appassionato ed instancabile mandolinista e violinista.